lunedì 11 marzo 2013

gli strumenti per la Qualità

Sono tanti gli strumenti di cui si avvale il TQM [total quality management] e sono tutti molto utili, ciascuno per uno scopo preciso.
Servono a raccogliere idee (il brainstorming); oppure  ad analizzare dati (il diagramma SWOT, il diagramma radar, il diagramma di dispersione); o scomporre processi complessi (il flow-chart); classificare (il diagramma ad albero e quello delle affinità); a monitorare processi (le carte di controllo e la statistica); a compiere scelte (il diagramma di fattibilità/importanza e la matrice delle decisioni); a migliorare performance (il metodo del PDCA).
  Nel progetto Alice nel paese della Qualità    c'è una sezione dedicata agli strumenti che sono descritti in modo dettagliato sia nel percorso per i principianti, sia in quello approfondito. (vai al link)

domenica 10 febbraio 2013

Il processo di autovalutazione parte dal Marchio

Anche le scuole italiane, come quelle di tanti altri Paesi europei e non,  sono chiamate ad attivare processi sistemici di autovalutazione come strumento per migliorare le proprie prestazioni. Infatti qualunque miglioramento parte da una chiara descrizione del punto in cui siamo e della distanza che ci separa dall'obiettivo.
Il miglioramento è solo uno dei tanti processi interni di una scuola e, come tutti gli altri, va gestito, altrimenti quello che succede sarà frutto del caso, al di fuori di ogni controllo.
Ma, da dove cominciare?
Il disciplinare del Marchio SAPERI è un'ottima guida e può funzionare come bussola per orientarsi su un terreno sconosciuto.
Possiamo cominciare a leggere la nostra scuola attraverso i requisiti elencati nelle sei aree SAPERI: non importa da quale preferiamo cominciare. Quando si agisce su un sistema, da qualunque punto si cominci, si finirà con l' innescare processi virtuosi che alla fine toccheranno ogni parte del sistema.
Allora la checklist dei requisiti ci aiuta a individuare le aree in cui siamo maggiormente carenti. Quello è un buon punto da cui iniziare. Potremmo non aver prestato la necessaria cura ad un aspetto strategico della scuola, uno di quelli ad alto impatto sui risultati; oppure non avere predisposto la documentazione necessaria a dimostrare che quell'aspetto è gestito in modo strutturato.
Nel primo caso si tratterà di risalire alle fasi del processo fino a individuare il passo che abbiamo saltato.  A questo punto il miglioramento consiste nel pianificare le azioni correttive da mettere in pratica, individuare un referente e fissare gli obiettivi da raggiungere in che tempi e definire le modalità di misura del loro raggiungimento.
Molto più semplice se si tratta solo di predisporre la documentazione a riprova del percorso tracciato.
Potrebbe, invece, succedere che ci troviamo di fronte a risultati insoddisfacenti: quelli delle prove Invalsi, per esempio, o quelli delle rilevazioni di gradimento di genitori e studenti o del personale. Per innescare processi di cambiamento e migliorare le nostre prestazioni occorre risalire alle cause dei risultati negativi. Ed ecco che di nuovo si tratta di leggere la propria scuola e i suoi processi interni  attraverso la guida del disciplinare SAPERI. Il ciclo comincia come abbiamo visto sopra: cause delle aree carenti, fasi tralasciate,  processi non gestiti ci spingono al piano di miglioramento, di cui verificheremo l'efficacia per individuare eventuali aspetti carenti da migliorare.
Il miglioramento è un ciclo continuo che una volta iniziato non finisce più.

domenica 18 novembre 2012

Il Marchio SAPERI e il Bilancio sociale

L'area ETICA , quarta  delle sei che connotano la gestione di una scuola secondo il Marchio SAPERI, è relativa alle azioni positive che le scuole mettono in atto con un preciso risvolto agli aspetti sociali del proprio agire.
Il disciplinare elenca i requisiti da curare nella gestione strategica di una scuola: definire la propria mission istituzionale, elaborare la vision verso cui far convergere ogni persona all'interno dell'organizzazione, rispettare e verificare che siano rispettati gli impegni dei dipendenti delle PA, porsi come modello di comportamento etico.
Come anche avere cura degli ambienti di lavoro e pianificare le azioni positive per la sicurezza; contribuire a creare un ambiente sereno e impostare relazioni corrette con tutte le persone della scuola; rilevare i bisogni concreti delle parti interessate per meglio pianificare le attività dell'istituto.
Nell'ottica della trasparenza occorre far conoscere all'esterno (alle parti interessate) i propri documenti di riferimento: POF, vision, politica per la qualità, programma annuale, regolamento d'istituto. Oltre che i risultati delle proprie performance: risultati delle rilevazioni di gradimento, statistiche sui comportamenti virtuosi e non, risultati delle azioni correttive attuate per correggere errori di impostazione o di gestione spicciola. E' rilevante far conoscere i piani di miglioramento che abbiamo studiato e stiamo mettendo in atto, insieme con gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere. E, al termine del processo, in che misura abbiamo o non abbiamo migliorato gli aspetti critici da contrastare.


Il blog del Marchio

E' nato il nuovo blog del Marchio SAPERI:lo spazio per i commenti, le richieste o i chiarimenti per chi già lo usa come modello di gestione e di autovalutazione per la propria scuola, per chi vuole contribuire a miglioralo, per chi vuole collaborare con gli auditor del Marchio e farne parte,  per chi è interessato a conoscerlo meglio o per chi ne ha solo sentito parlare.